Viminale

Il Viminale in Roma

Questo colle ancora oggi costituisce una delle poche isole di romanità che siano riuscite a sopravvivere quasi intatte al rimescolamento coatto dovuto alla conquista perpetrata dai piemontesi nel XIX secolo; ne furono complici le arterie di scorrimento che fin dall’antichità dalla zona del foro si inerpicano verso il pianoro somitale attraverso le valli che cingono il Viminale e lo separano dall’Esquilino e dal Quirinale.

Quasi fossero fiumi tempestuosi, queste strade ne hanno garantito la sopravvivenza e la quasi inviolabilità.

Plastico di Roma arcaica

Plastico di Roma arcaica. In alto, al centro, il colle del Viminale.

Ciononostante l'area fu soggetta a tre grandi interventi, o sbancamenti, nel corso della sua pluri millenaria antropizzazione: in epoca antica, in epoca rinascimentale e in epoca contemporanea.

Diocleziano ne spianò una parte per erigerci le sue meravigliose ed enormi terme, in epoca sistina l'apertura di via Panisperna permise di collegare l'area dei Mercati Traianei alla Basilica Liberiana; in epoca moderna, grandi sbancamenti vennero effettuati per permettere l’erezione del teatro dell’opera e, soprattutto, del Ministero dell’Interno.

Insieme al Quirinale e all'Esquilino, il Viminale forma una sorta di contrafforte dell'altipiano che si protende tra l'Aniene e il Tevere pur senza però arrivare ad affacciarsi direttamente sulla pianura tiberina stretto com'è dai due colli sopra citati.